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NOVARA- 24-08-2021-- La Polizia di Stato di Novara, in stretta collaborazione con la Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Torino, ha indagato in stato di libertà 12 soggetti, tutti minorenni, componenti di una “baby gang” e autori, a diverso titolo, dei reati di percosse, lesioni aggravate, violenza privata, minaccia e rapina.

L’attività, condotta dal personale dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, ha preso avvio nel mese di luglio, a seguito di numerose denunce presentate nei precedenti mesi di maggio e giugno, dai genitori di alcuni minorenni che segnalavano le aggressioni subite dai loro figli, ad opera di un nutrito gruppo di ragazzi. Tutte le vicende presentavano elementi comuni, quali le zone della città ove si sono verificati gli eventi e il modus operandi della banda che, per futili motivi, circondava la propria vittima costringendola a subire insulti, minacce, violenze fisiche ed in un caso la rapina di una collana.

Gli agenti, attraverso una serie di accertamenti volti all’identificazione degli aggressori, mirati servizi di controllo nelle zone segnalate e l’analisi di profili Facebook ed Instagram, sono riusciti a identificare 12 minori, di età compresa tra i 14 ed i 17 anni che, negli ultimi mesi, avevano costituito una vera e propria “baby gang” la quale, avvalendosi dell’uso della forza e della superiorità numerica - agivano sempre in numero superiore alle dieci unità - si era insediata nella parte della città compresa tra via XX Settembre ed il “Parco dei Bambini”.

L’elemento che ha destato maggiore preoccupazione è stata la spregiudicatezza di alcuni componenti del gruppo che, essendo venuti a conoscenza della presentazione delle denunce da parte delle vittime, le hanno intimidite dapprima attraverso i social e, successivamente, di persona.

Per la ricerca di ulteriori fonti di prova sono state eseguite, su delega dell’Autorità Giudiziaria, perquisizioni domiciliari a carico di tre dei componenti della “baby gang” che, forti della loro indole particolarmente violenta e del carattere carismatico, riuscivano ad avere un ruolo di preminenza all’interno del gruppo. Si è proceduto al sequestro dei telefoni cellulari in loro uso ed è in corso l’analisi tecnica degli stessi.

L’operazione prende il nome dall’univoca richiesta avanzata dai genitori delle vittime ovvero quella di garantire ai loro figli la possibilità di vivere “un’adolescenza tranquilla”. 

 

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