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fanghi tossici

NOVARA- 24-06-2021—Arriveranno entro un paio di settimane i risultati dei prelievi effettuati da Arpa Piemonte sui fanghi presunti tossici distribuiti anche nei campi del novarese. Sui fatti sono in corso verifiche anche da parte dell'autorità giudiziaria.

“Entro quindici giorni dovremmo avere, da parte del nostro laboratorio di Alessandria, i risultati dei prelievi effettuati dai nostri tecnici in alcuni appezzamenti di terreno di Agrate Conturbia e Sizzano: solo allora potremo dire se sono state riscontrate nei fanghi sparsi nei campi sostanze contaminanti o difformi rispetto a quanto previsto dalla legge”. Lo ha annunciato il Direttore del Dipartimento Piemonte Nord Est (Vercelli, Novara, Biella e Vco  dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale Giovanna Mulatero durante la seduta della II Commissione consiliare della Provincia, riunita nel pomeriggio di  martedì 22 giugno.

L’aggiornamento sulla situazione dello spandimento di fanghi presuntamente tossici in alcuni appezzamenti del territorio provinciale è stato infatti il principale argomento sul tappeto: a fare il punto e a rispondere alle domande dei commissari sono stati il Dirigente del Settore Ambiente dell’Ente Davide Rabuffetti e, appunto, la dottoressa Mulatero.

I fatti sui quali sono in corso verifiche da parte dell’autorità giudiziaria – ha ricordato l’ingegner Rabuffetti – si sono svolti tra il 2019 e il 2021: alcune indagini sono già state effettuate, col contributo di Arpa sulla base di alcuni esposti che segnalavano pesanti molestie olfattive attribuibili allo spandimento di fanghi, derivanti da attività di depurazione, forniti gratuitamente da un’azienda del Bresciano agli agricoltori titolari o conduttori dei fondi. Va premesso che la normativa nazionale e regionale consente l’utilizzo in agricoltura di prodotti di questo genere come fertilizzante, previa certificazione di idoneità. Secondo quanto riportato dai media nelle scorse settimane, in alcuni casi i fanghi sarebbero stati invece contraffatti e risulterebbero inquinanti. Da ciò ha preso il via l’inchiesta giudiziaria che riguarda anche alcuni Comuni del nostro territorio, fra i quali Agrate Conturbia, Sizzano, Galliate, Cerano e frazione Pernate di Novara. La Provincia non ha rilasciato nessun tipo di autorizzazione e sarà direttamente interessata nell’eventuale necessità di particolari operazioni di bonifica a causa di contaminazioni”.

Il Direttore di Arpa di Vercelli, Novara, Biella e Vco ha confermato che “negli ultimi tre anni sono arrivate ai nostri uffici diverse segnalazioni di molestie olfattive e sono state avviate le dovute verifiche: l’impiego di questi fanghi come fertilizzante del terreno – ha spiegato la dottoressa Mulatero – ne prevede l’interramento ed è pertanto difficile ricostruire con certezza il passato di questo genere di utilizzo. Per contro, l’accertamento sulle certificazioni e le autorizzazioni non ha rilevato difformità rispetto alla normativa, tranne che per un caso, che si è verificato ne 2019 in provincia di Vercelli, nel quale mancava l’autorizzazione allo spandimento: proprio questo fatto ha reso possibile procedere con la campionatura del cumulo non interrato, rimasta però l’unica a poter essere effettuata, visto che la ditta fornitrice, in assenza di difformità, provvede subito allo spandimento e all’interramento dei fanghi. Purtroppo, pur avendo i nostri uffici avanzato una formale richiesta, la Procura di Novara e la Procura di Brescia non hanno fornito dettagli dell’indagine in corso e, dunque, a oggi, non sappiamo dove nel Novarese si potrebbero essere verificate situazioni problematiche e preoccupanti. Dal canto nostro abbiamo effettuato campionature ad Agrate Conturbia e, in tempi più recenti, a Sizzano: attendiamo i risultati nelle prossime due settimane per poi procedere con ulteriori verifiche in altri siti. Un fatto importante – ha concluso il Direttore di Arpa Vercelli, Novara, Biella e Vco – è che gli accertamenti condotti anche sui pozzi idrici nei pressi dei terreni interessati dallo spandimento di fanghi non hanno comunque dato riscontri negativi: i valori verificati erano infatti nella norma”.

 

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