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agrate marnati

AGRATE CONTURBIA – 01-06-2021 --- Saranno eseguiti nuovi carotaggi sui terreni di Agrate Conturbia dove erano state versate tonnellate di fanghi industriali, spacciati come fertilizzanti chimici, da una ditta bresciana finita ora sotto inchiesta . Lo hanno assicurato il Direttore Generale dell’Arpa Piemonte Angelo Robotto e Matteo Marnati, assessore all’ambiente. Martedì 1° giugno, è stato effettuato un sopralluogo proprio sul vasto terreno di 18 ettari su cui nel 2019 furono sversati i prodotti della ditta ora inquisita a Brescia. Robotto ha dichiarato: “Nel 2019 furono fatte delle analisi da Arpa e non emersero criticità, ma i fanghi furono interrati dopo le proteste dei residenti e i nostri controlli. Sul campo fu piantato del mais, ma non è mai stato messo in commercio. Ora sul terreno ci sono delle piante di girasole. Siamo a disposizione della Procura di Brescia". L'assessore regionale Matteo Marnati: " Bisogna assolutamente diffidare dalla vendita di prodotti a prezzi bassi, finora questo terreno è l’unico in Provincia di Novara che risulta negli atti della inchiesta. Anche se i valori dei metalli pesanti erano stati registrati nella norma, faremo fare nuove indagini. In Piemonte con i fondi del Recovery Found abbiamo intenzione di creare tre poli per smaltire fanghi simili. Gli agricoltori peraltro in Piemonte sono attenti alla qualità dei prodotti. Il sindaco di Agrate Conturbia, Simone Tosi, ha aggiunto: “Il Comune si costituirà parte civile nel caso di un processo. Questo terreno era gestito da un imprenditore lombardo e non da un agricoltore locale". Angelo Robotto ha spiegato: “Arpa ha disposizione strumenti ed apparecchiature nei laboratori che si occupano degli odori. Qui siamo intervenuti subito nel luglio 2019 dopo la segnalazione del sindaco e dei cittadini. I fanghi furono interrati in pochi giorni” Dalle nuove carte della inchiesta è emerso che il camionista che portava i fanghi ad Agrate riferiva che il telone del camion si liquefaceva al contatto con i fanghi e il caldo. Cesare Vecchio è l’ex consigliere comunale e residente nella zona, che sollevò il caso. Ricorda:” I carabinieri vennero dopo il primo sversamento, ma l’autista venne per ben 18 volte. Arrivava all’alba con il camion pieno di questa porcheria. Io esasperato, dopo aver fatto l’esposto e raccolto una ventina di firme, lo minacciai. Non venne più forse solo perché aveva finito il lavoro o perché aveva capito che l’aria si era fatta pesante".

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