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bici lago orta

LAGO D’ORTA -02-09-2020 --  Si torna a parlare

della pista ciclabile del lago d’Orta e a farlo è Oreste Primatesta, presidente dell’Unione Turistica Lago d’Orta. “Una ciclabile sul lago d’Orta? Si può, anzi si deve fare. E’ un primo passo per proiettare il Cusio verso un turismo smart che rappresenta il futuro di un’incoming qualificato, di prossimità e non solo – dichiara Primatesta”.
Lui guarda al dopo-Covid con la consapevolezza di dover ripartire e ricreare un turismo che parta da territori “a misura d’uomo”, sondando ambiti finora poco espressi sul territorio come l’escursionismo montano e il bike-trekking: “Segmenti che vanno sviluppati e che consentirebbero alle nostre strutture di allungare la stagione turistica almeno sino a fine dicembre, riducendo  -di fatto- da cinque a due o tre i mesi di chiusura della maggior parte delle strutture”.


L’idea di realizzare la pista ciclabile del lago d’Orta non è assolutamente nuova, sono anni che  se ne parla e per fare il punto abbiamo rivolto qualche domanda a Primatesta.

Si torna a parlare di una ciclabile lungo il lago d’Orta, l’idea -come è noto- non è nuova presidente, quando si è cominciato a pensare a questo progetto per la prima volta ?


“Esiste un progetto per tutto il lago fatto predisporre da Massimo Nobili, ora presidente Comitato San Vito, mi pare per conto del Distretto dei Laghi almeno 10 anni fa molto interessante e naturalmente mai attuato. Ora come Unione Turistica riprendiamo questo altro progetto sempre del Distretto dei Laghi, inviatomi da Corbetta Ass.re del Comune di Omegna che comprende solo la sponda occidentale del Lago D'Orta,  la tratta Omegna-Gozzano con un progetto del dicembre 2016, aggiornato a marzo 2017, con un costo preventivato di 4.800.000 euro ( abbordabili)”.

Vede fattibile a breve un tavolo di lavoro per concretizzare questo progetto ?

“Certo che è fattibile! Ci sono anche dei fondi Unione Europea Tramite Regione Piemonte mai usufruiti! Come Unione Turistica faremo da coordinamento con i Sindaci interessati ed i due Presidenti delle Provincie di Novara e VCO in  un incontro entro fine settembre”.

 

“Con questo progetto -chiarisce bene il presidente Primatesta-  ci si vuole rivolgere  a un turismo positivo, intelligente, smart e sostenibile” -dice Primatesta-. Tra questo quello dei bikers, certamente, ma più estensivamente delle famiglie, dei giovani e di quanti vogliono e sanno apprezzare le bellezze del nostro territorio vivendole attraverso la cosiddetta “mobilità dolce” in bici. La ciclabile si può fare, collegando Gozzano a Omegna e, ancora più in su, a Fondotoce, con un sistema interconnesso con il Lago Maggiore e il Verbanese: ma concentriamoci sulla Gozzano-Omegna. Negli scorsi anni è stato fatto e aggiornato a cura del Distretto dei Laghi uno studio di fattibilità, il Bike to Lake: come Unione Turistica non possiamo che sostenerlo, è un progetto intelligente e ben fatto. Il percorso parte da Omegna, sale a Borca, discende a Crabbia a Pettenasco nei pressi della stazione. Superata Orta, raggiunge Buccione e poi Gozzano dove si unisce al sedime dismesso della vecchia ferrovia, che potrebbe così essere recuperato. E’ un percorso bello, sicuro e suggestivo per i suoi panorami, nonché adatto a tutti per la sua lunghezza di 20 km, da percorrere tutti insieme o programmando più tratte”.

L’appello dell’Unione Turistica Lago d’Orta è rivolto in primis alle amministrazioni comunali perchè questo non è un progetto puramente turistico ma di beneficio all’intera collettività;  questo “guardare al futuro” non mira solamente a dare nuova linfa al comparto turistico l’obiettivo -infatti- è di più ampio respiro e riguarda un processo di programmazione che ha in sé la voglia di far del bene all’intero territorio e alle sue tante economie che lo caratterizzano.

  “L’epidemia ha cambiato – e cambierà – il modo di far turismo in Italia e nel mondo: lo stiamo toccando con mano e dobbiamo essere pronti ad affrontare gli scenari futuri, decidere a quale turismo dobbiamo e vogliamo rivolgerci per costruire una ripresa che valorizzi il brand “Lago d’Orta” -asserisce Primatesta-.   Dobbiamo però avere le idee chiare, capire dove vogliamo arrivare: certamente va mantenuto il profilo turistico attuale, alto, qualificato e internazionalizzato: ma insieme ad esso vanno percorse nuove vie. Guai a cedere alla facile tentazione di attrarre il turismo di massa sul lago d’Orta: sarebbe un errore madornale. E allora servono visioni ampie, proiettate verso il futuro. Consapevoli, allo stesso tempo, che il tempo è poco, pochissimo, perché già in autunno incombono le prime fiere europee di settore alle quali dovremo già presentarci con le proposte per la stagione 2021.” Sempre secondo Primatesta bisogna partire “dal risolvere le criticità che ci segnalano i nostri stessi ospiti. E quello delle piste ciclabili è un tasto dolente sotto gli occhi di tutti, che va a completare il quadro di una viabilità disastrosa, su cui tante volte ci siamo trovati a dover intervenire. Chiediamo ai Comuni un duplice sforzo: innanzitutto, di mettere in sicurezza i percorsi che attraversano il loro territorio, prevedendo ove possibile degli itinerari e delle corsie per le biciclette già sui loro territori comunali, in secondo luogo di far quadrato e sostenere il progetto della ciclabile del Lago d’Orta”.

r.a.


foto credits: Alex Chichi

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