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convegno rubintteria

SAN MAURIZIO D’OPAGLIO – 10-06-2019 - Una manifattura sempre più digitale, interconnessa e aperta, in grado di lavorare su qualsiasi scala, producendo sia unità singole sia milioni di pezzi; una fabbrica sempre più vicina al cliente e rispettosa dell’ambiente: è il ritratto dell’industria del futuro emerso dall’incontro “Valvole e rubinetti, il futuro che non ti aspetti - Riflessioni su trend di mercato e scenari emergenti per affrontare il business di domani, e non solo”, organizzato da Avr, l’associazione di categoria federata ad Anima-Confindustria, e Confindustria Novara Vercelli Valsesia (Cnvv) in collaborazione con il Museo del rubinetto e della sua tecnologia.

Il presidente di Cnvv, Gianni Filippa, ha aperto il convegno ricordando le parole di Charles Darwin sul fatto che non sono le specie più forti o più intelligenti quelle che sopravvivono, ma quelle in grado di rispondere nel modo più adeguato ai cambiamenti. «Da questo punto di vista – ha osservato Filippa – le aziende di San Maurizio d’Opaglio sono un esempio concreto di questo successo e meritano tutta la nostra ammirazione per essere riuscite a coniugare, negli anni, una crescente e solida internazionalizzazione con il profondo legame che hanno sempre avuto con il loro territorio».

Ugo Pettinaroli, presidente di Avr e del Ceir, l’associazione europea dei costruttori di valvole e rubinetti, ha fornito dati aggiornati sulla produzione nazionale del comparto, che attualmente ha un fatturato aggregato intorno ai 7,5 miliardi di euro, con oltre il 60% di export e 27mila addetti complessivi, e su Avr, che raggruppa 63 aziende del settore, con oltre 15mila addetti e un fatturato di oltre 3,8 miliardi, di cui oltre il 65% diretto all’estero. A seguire le relazioni degli esperti Giorgio Ziemacki, di GZ Consultants, e Marco Fortis, vicepresidente della Fondazione Edison.

 

 

 

 

 

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