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procura novaraBORGOMANERO -31-10-2017- Tre anni: questa

la pena chiesta dal pubblico ministero per un quarantenne residente nel borgomanerese, a processo con l’accusa di molestie sessuali nei confronti di una settantenne, madre della sua attuale convivente, costituita parte civile e già ascoltata nelle precedenti udienze.  I fatti contestati risalgono a circa sei anni fa. In aula oggi la testimonianza di un’altra anziana, madre di un’altra sua ex convivente, “vittima” anche lei (ma non costituita parte civile) delle “molestie” del quarantenne all’epoca in cui lui aveva una relazione con sua figlia “L’ho conosciuto nel 2008 – ha raccontato quest’ultima – quando ha iniziato la relazione con mia figlia (storia che era poi finita nell’estate di cinque anni dopo). Un giorno, pochi mesi prima che si lasciassero, erano venuti a pranzo da me, come spesso capitava. Dopo pranzo, quando tutti se ne sono andati, lui è andato sul divano e mentre io stavo rigovernando la cucina mi ha chiamato. “Lascia stare i lavori” mi ha detto “e vieni qui con me”. Si stava toccando, gli ho gridato di uscire immediatamente da casa”. Stesse attenzioni anche per un’altra anziana, amica della donna che l’ha denunciato, che aveva raccontato quell’esperienza imbarazzante nell’ultima udienza. “Ero stata invitata a pranzo a casa della mia amica; lei e la figlia erano uscite per comprare il gelato, io ero rimasta in casa. Lui era andato a fare la doccia, a un certo punto mi ha chiamato, mi ha detto “vieni a vedere” e me lo sono trovato davanti tutto nudo. Sono uscita subito da casa e anche se pioveva e faceva freddo sono rimasta fuori, sui gradini, ad aspettare che la mia amica e sua figlia (convivente dell’uomo, ndr) rientrassero. Non ho più voluto vederlo”. Più gravi invece i fatti accaduti alla mamma della convivente, l’unica donna che lo ha denunciato:  l’aveva invitata a casa sua con la scusa di parlare dei progetti di vita insieme con sua figlia, poi aveva iniziato a “toccarsi” e infine l’aveva abbracciata e aveva iniziato a “strofinarsi” addosso a lei. L’aveva spinto via, era tornata a casa, aveva raccontato l’accaduto alla figlia, insieme erano tornate da lui “e aveva negato dicendo che ero pazza”. A quel punto l’aveva denunciato. Sentenza a fine novembre.

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